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Il Vietnam si classifica al terzo posto nell’Asia Manufacturing Index


Secondo l’Asia Manufacturing Index 2026 (AMI), pubblicato da Dezan Shira & Associates, il Vietnam presenta prospettive economiche particolarmente favorevoli e figura tra i tre poli manufatturieri più promettenti dell’Asia.


L’AMI 2026 valuta la competitività relativa di undici principali economie manifatturiere asiatiche attraverso l’analisi di otto pilastri chiave e 43 sottoparametri. Questa edizione offre un benchmark strutturato e trasparente, concepito per supportare confronti oggettivi in un contesto in cui le decisioni strategiche in ambito manifatturiero sono diventate sempre più complesse.


Le prospettive economiche del Vietnam risultano rafforzate dalla recente stabilizzazione del quadro politico, avvenuta dopo anni di incertezza legati alla successione dell’ex segretario del partito. Tale stabilità rappresenta un fattore determinante per gli investitori, poiché segnala un contesto politico coerente e prevedibile.


Il Paese ha inoltre promosso un ambiente di investimento relativamente aperto alle imprese straniere, incrementando ulteriormente la propria attrattività come hub manifatturiero regionale.


Le infrastrutture rivestono un ruolo centrale nel successo del Vietnam, che si posiziona al terzo posto in questo ambito. Tuttavia, il Paese deve ancora affrontare significative sfide nel soddisfare la crescente domanda infrastrutturale. Progetti strategici, come l’aeroporto internazionale di Long Thanh nei pressi di Ho Chi Minh City e la linea ferroviaria ad alta velocità — il cui completamento non è previsto prima del 2035 — evidenziano i ritmi relativamente lenti dell’espansione infrastrutturale.


Persistono inoltre preoccupazioni in merito alla stabilità energetica e all’impatto ambientale della rapida crescita del settore manifatturiero. A tal proposito, il Vietnam si colloca all’ultimo posto su 180 Paesi nell’Environmental Performance Index (EPI) 2024 dell’Università di Yale.

Ciononostante, l’apertura di uno stabilimento produttivo in Vietnam offre un rilevante vantaggio logistico: la lunga linea costiera garantisce un accesso diretto al mare e ai principali porti commerciali, riducendo la dipendenza da estese reti ferroviarie e autostradali, che si posizionano solo all’ottavo posto nel parametro relativo alla qualità delle infrastrutture.

 

Gli ingenti investimenti infrastrutturali del Vietnam, che si collocano al secondo posto nella relativa graduatoria, sostengono tuttavia l’ambizione del Paese di affermarsi come leader manifatturiero a livello globale. Unitamente a una forza lavoro giovane, dinamica e sempre più qualificata, ciò rafforza in modo significativo la competitività del Vietnam come destinazione manifatturiera di primo piano.


Uno dei principali punti di forza del Paese è rappresentato dalla sua eccellente integrazione nella rete globale degli accordi di libero scambio (ALS). Questo posizionamento strategico rende il Vietnam una piattaforma ideale per la produzione destinata all’export, consentendo alle imprese di accedere in modo efficiente a mercati chiave quali Cina, Australia e Nuova Zelanda (ANZ), Paesi ASEAN e Stati Uniti.


In sintesi, la combinazione di solide prospettive economiche, stabilità politica, clima favorevole agli investimenti, infrastrutture in sviluppo e accordi commerciali vantaggiosi rende il Vietnam una delle principali destinazioni manifatturiere in Asia.


L’Asia Manufacturing Index costituisce inoltre una componente fondamentale delle attività di ricerca di Dezan Shira & Associates sul mercato manifatturiero dell’area APAC, ed è stato concepito per supportare gli investitori nell’orientarsi in modo più efficace nella regione.


Per quanto riguarda il resto della classifica, secondo l’AMI 2026 la Cina si conferma al primo posto per il terzo anno consecutivo. La novità più rilevante di questa edizione è l’ascesa della Malesia al secondo posto, che entra per la prima volta tra i primi due. Singapore sale al quarto posto, la Thailandia migliora dal decimo all’ottavo, mentre Giappone, Filippine e Corea del Sud registrano variazioni contenute. India e Indonesia mantengono rispettivamente la sesta e la settima posizione, mentre il Bangladesh rimane all’undicesimo posto.


 
 
 

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