Intervista a Fulvio Albano, Presidente della Camera di Commercio Italia - Vietnam

Giornale di Economia e Cultura Internazionale

Oggi il Vietnam e la sua economia crescono a ritmi elevati, in media intorno al 6% annuo; nel 2015 ha fatto registrare un 6,6% superando il target del 6,2% posto dalle autorità. Gran parte della comunità finanziaria concorda nel ritenere che il trend sia destinato a proseguire anche nel medio termine. Membro del WTO e dell’ASEAN, il Vietnam ha recentemente concluso l’FTA con la Corea del Sud e con l’Unione Eurasiatica di Russia, Bielorussia, Kazakhstan (maggio 2015) e partecipa attualmente ai negoziati della Trans Pacific Partnership, dell’FTA con la l’UE (che dovrebbe concludersi entro l’estate), del Comprehensive General Agreement nel quadro Asean Plus e dell’FTA con i Paesi EFTA. Con la strategia di integrazione commerciale regionale, il posizionamento strategico e gli assets rappresentati dalle cosiddette 3D (“durable macroeconomy, domestic consumption, demographic dividend”) il Vietnam punta a consolidare significativamente le potenzialità e le ambizioni di hub produttivo del sud est asiatico.

Una serie di riforme approvate alla fine del 2014, alcune in vigore dall’inizio dell’anno altre dal 1° luglio 2015, dovrebbero fornire nuovi impulsi al sistema economico e accrescerne la competitività in vista delle sfide poste dall’ingresso nella Comunità Economica ASEAN e dagli impegni derivanti dai molteplici accordi internazionali di libero scambio sottoscritti.

Il sostegno delle autorità vietnamite è rivolto in particolare alle industrie con alto livello tecnologico ed elevato valore aggiunto (manifattura, energie rinnovabili, elettronica, informatizzazione e biotecnologie, attività di ricerca e trasformazione di petrolio e gas, tutela dell’ambiente); a conferma dei rapporti economici e culturali che legano l’Italia con il Vietnam abbiamo posto alcune domande al Dott. Fulvio Albano Presidente della Camera di Commercio Mista Italia-Vietnam che gentilmente ci ha concesso questo incontro:

1) Egregio Presidente, da quanto ricopre questo ruolo per la Camera di Commercio Italo/Vietnamita?

Il mio incarico è recente, sebbene la CCIV sia attiva dal 1996. Dopo aver ricevuto, nel 2015, l’onorificenza del Governo vietnamita - che mi ha conferito la Medaglia dell’Amicizia per il lavoro svolto in ambito culturale e artistico a livello di relazioni Italia Viet Nam -, sono stato nominato presidente nel gennaio 2016.

2) Da quanto tempo è stata istituita la Camera di Commercio Italo/Vietnamita? può illustrarci i suoi obbiettivi specifici?

Fondata nel 1996, con il supporto del Centro di Studi Vietnamiti di Torino e sotto gli auspici dell’Ambasciata della R.S. Vietnam, la Camera di Commercio mista Italia Vietnam è al fianco delle imprese italiane in Vietnam e delle imprese vietnamite in Italia. E’ stata riconosciuta nel 2000 dal Ministero del Commercio Internazionale di Roma (D.M. 15.2.2000, n.96) ed è iscritta all’Albo delle Camere di Commercio Italo Estere dell’Unioncamere, oltre a essere legata da specifiche convenzioni all’ICHAM - Italian Chamber of Commerce in Vietnam - e, a testimonianza dell’emergenza di una comunità di imprenditori vietnamiti in Italia - all’ASSOEVI, associazione che riunisce imprenditori vietnamiti e collabora con l’omologo nucleo di imprenditori vietnamiti d’Europa. In qualità di organizzazione non governativa, ASSOEVI è un partner importante non solo per consolidare e rafforzare gli operatori della comunità vietnamita in Italia, ma anche per organizzare attivamente, a nostro fianco, eventi che promuo-vano le potenzialità e le opportunità di cooperazione con il Viet Nam, così come la sua terra e la sua gente, una terra meravigliosa e un popolo colto, ospitale e gentile. Inoltre, l'associazione, con la Camera Italia Viet Nam, è altresì un prezioso tramite per le agenzie italiane, gli uffici di rappresentanza vietnamiti in Italia e i nostri soci, sostenendoli nel superare difficoltà e ostacoli. La Camera collabora infatti con istituzioni vietnamite e italiane al fine di promuovere e intensificare le relazioni commerciali, finanziarie, culturali e i rapporti di collaborazione economico-tecnica tra imprese italiane ed imprese vietnamite nei settori. Strumenti della CCIV sono inoltre i Seminari economici periodicamente organizzati e le pubblicazioni che, sin dal 1996, essa promuove, come ad esempio l’ultima guida economica al Viet Nam alla cui stesura, ha attivamente collaborato. Nel 2013, in occasione della celebrazione dei 40 anni delle relazioni diplomatiche tra Italia e Vietnam, la Camera ha promosso il Seminario “Investire In Vietnam. Opportunità d’affari, settori produttivi e fiscalità” - coordinato dall’Api Torino e dalla Camera di Commercio di Torino, con il supporto dell’Ambasciata e del Consolato della R.S. Vietnam di Torino.

3) Quali opportunità ci sono attualmente per investimenti Italiani in Vietnam e in quali settori?

Il Vietnam è un paese in rapida espansione, con una popolazione di oltre 90 milioni di abitanti e con una struttura socio-politica stabile, un’economia dinamica e tassi di crescita elevati e sostenibili, nonché con una manodopera preparata e di buon livello e costi di produzione contenuti. Tutto ciò in una posizione geopolitica molto favorevole all’interno dell’ASEAN - l’unione dei Paesi dell’Asia del Sud-est - che garantisce un mercato di oltre 600 milioni di abitanti; un’area quella dell’ASEAN, in cui, dal 2015, le merci prodotte in uno Stato membro possono circolare liberamente. Il Vietnam, con un aumento del PIL superiore al 6% nel 2016, è il Paese ASEAN che crescerà maggiormente nei prossimi tre anni; non dobbiamo dimenticare che, come ho detto, l’ASEAN costituisce un mercato unico e che, grazie alla recente sottoscrizione dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Viet Nam, potrebbe trasformarsi in un interlocutore privilegiato per la crescita internazionale delle imprese italiane. L’Italia è il paese europeo che, per le sue caratteristiche, può profittare più di tutti della grande opportunità rappresentata dall’accordo di libero scambio UE-VIETNAM, recentemente siglato, dato l’alto livello e la consistenza delle relazioni bilaterali fra i due Paesi, suffragate dalla recente visita di Stato del Presidente Sergio Mattarella in Viet Nam. Per cogliere queste opportunità occorre tuttavia un’adeguata conoscenza di questo angolo di Asia e, soprattutto, occorre liberarsi dagli stereotipi che hanno caratterizzato il Viet Nam negli anni del conflitto anti-americano. E’ necessario conoscere la nuova immagine, dinamica e in travolgente crescita, del Viet Nam, un paese con un mercato assai promettente che non solo costituisce una porta di accesso strategico all’ASEAN - mercato immenso -, ma che è ritenuto un paese business friendly nelle procedure; il livello di tassazione è basso: non esiste l’Irap e l’Iva è normalmente assai inferiore ai livelli italiani. L’equivalente dell’Ires è al 25%, con notevoli riduzioni. L’investimento diretto è particolarmente interessante, fra il resto, nei settori della filiera tessile, quella del mobile e del legno, nel settore calzaturiero, nella meccanica e nelle infrastrutture.

4) In ambito economico e industriale, come viene percepita l’Italia in questo momento dal Vietnam per investimenti a breve e lungo termine?

I rapporti tra Italia e Vietnam, che hanno radici antiche, sono stati formalizzati nel 1973. Nei primi 40 anni di relazioni bilaterali i due Paesi hanno saputo intessere un quadro complesso e articolato di collaborazione bilaterale, in un crescendo di iniziative che ha toccato numerosi settori. Il 2013 ha segnato un momento di svolta e un cambio di registro qualitativo, che si è concretizzato con la firma di una dichiarazione congiunta, a ratifica di un Partenariato strategico bilaterale e di un Piano d’azione, cui viene ad aggiungersi l’Accordo di libero scambio. Negli ultimi anni, abbiamo assistito a un costante incremento del novero di aziende italiane che operano o investono in Vietnam e l’interscambio commerciale fra i nostri due Paesi è pressoché raddoppiato; nel 2013, le esportazioni italiane sono aumentate del 35%, mentre gli investimenti italiani hanno raggiunto un valore considerevole - anche se molte opportunità restano da cogliere e vi ancora è ampio spazio per nuove iniziative.

In questo quadro, l’Accordo di Partenariato siglato fra Italia e Vietnam rappresenta uno strumento estremamente utile per mettere a frutto le complementarità esistenti tra le PMI italiane e vietnamite. È, in particolare, sul fronte degli investimenti che il Partenariato può fare la differenza, considerando soprattutto il ruolo di “Paese-ponte” assunto dal Vietnam. Le imprese italiane, in questa prospettiva, partendo dal Vietnam, possono raggiungere posizioni di mercato nei Paesi ASEAN e di tutta la regione asiatica - in ragione delle rete di accordi regionali sottoscritti dal Vietnam. Va ribadito inoltre che le trasformazioni in atto nell’economia vietnamita e la progressiva crescita del reddito pro-capite, possono indurre le imprese italiane a considerare il Vietnam come un Paese non solo atto a ospitare investimenti manifatturieri o produttivi, ma altresì come un interessante mercato di sbocco anche per i prodotti del Made in Italy, un mercato a fortissima potenzialità di consumo.

La stabilità politica, l’aumento del benessere interno e una legge sugli investimenti - che tende a equiparare, in numerosi settori, la posizione degli investitori stranieri a quella degli investitori locali -, sono fra i principali fattori che fanno oggi del Vietnam un terreno ricco di opportunità per le imprese italiane; un mercato giovane e in espansione che offre possibilità uniche.

5) In quali settori specifici è diretta la vostra organizzazione e sviluppo delle missioni imprenditoriali in Vietnam?

Nel settore delle missioni, presto presenteremo il programma 2016, con un viaggio in Viet Nam, presumibilmente nel mese di novembre, in occasione di una importante fiera rivolta al Food, in cui sarà Paese-ospite l’Italia. La CCIV opera ad ampio raggio, essendo un ente no-profit, con il compito di promuovere gli investimenti e gli scambi fra i due Paesi, nell’ottica della sostenibilità, concetto assai caro ai Vietnamiti. A questo proposito, segnalo un Convegno che si terrà nella città di Torino in occasione del Congresso IFLA 2016, organizzato dall’Università , dal Politecnico con AGER - Agenzia internazionale per la protezione dei paesaggi bioculturali e per la nuova ruralità - e CENTRO DI STUDI VIETNAMITI; sarà dedicato all’ambiente, al paesaggio e alla sfida della sostenibilità. Ricordo che la Camera di Commercio Italia Vietnam ha sede a Torino, nella stessa palazzina che ospita il Consolato della R.S. Vietnam - dove si possono ottenere i visti d’ingresso in Viet Nam - e altre istituzioni dedite allo scambio scientifico e culturale con il Paese sin dagli anni Ottanta: Centro di Studi Vietnamiti, Biblioteca “Enrica Collotti Pischel” e Associazione Nazionale Italia Viet Nam. La Camera di Commercio Italia Vietnam collabora attivamente con queste istituzioni per favorire il raggiungimento dei suoi scopi statutari e, con esse, sostiene e promuove conferenze, seminari, mostre, esposizioni, manifestazioni volte a migliorare la conoscenza del Vietnam, della sua cultura e delle sue istituzioni e delle opportunità che può offrire a quanti vi si vogliano recare per affari, cultura e turismo e business.

6) Che vantaggi ha una impresa italiana ad associarci alla Camera Italo/Vietnamita?

Proprio in ragione della fitta collaborazione con i partners torinesi e gli altri partners di cui ho detto, la CCIV offre un’ampia gamma di servizi che spaziano dalla traduzioni, alle pubblicazioni, alle consulenze mirate e all’orientamento in un mercato così interessante eppur complesso e articolato.

La Camera di Commercio Italia Viet Nam può essere un riferimento per qualunque impresa, di grandi o piccole dimensioni, che intenda avviare o migliorare i propri rapporti economici e di business da e verso il Viet Nam. Per sviluppare contatti con clienti, fornitori e partners commerciali, ad esempio; le imprese, attraverso la Camera di Commercio Italia Viet Nam possono fare rete tra loro, beneficiare dei servizi di operatori professionali accreditati e scambiarsi feedback. Non dobbiamo dimenticare che giorno, dopo giorno, la Camera sta crescendo e sta creando nuovi contatti e nuove opportunità per operare al meglio, nel quadro della collaborazione condivisa e partecipe in un’ottica di sostenibilità. Inoltre, la Camera di Commercio Italia Viet Nam consente di avere un contatto privilegiato con enti, istituzioni, associazioni ed altre Camere di Commercio presenti in Italia e in Viet Nam. Essere associati consente inoltre di ricevere documentazione e comunicazioni periodiche, partecipare a seminari e conferenze, aggiornarsi mediante gli incontri, incontrare personalità del mondo delle istituzioni e dell'economia, promuovere settorialmente la propria Impresa o Studio Professionale, partecipare alle missioni. Senza contare l’ambito più “gaudente”, cioè i frequenti inviti a spettacoli, manifestazioni ed eventi di networking.

7) Per concludere ringraziandola per la Sua disponibilità, le pongo l’ultima domanda, cosa pensa a livello personale dell’Italia per i futuri scambi economici mondiali in questo momento di crisi economica europea?

Penso che questa area del mondo e il Viet Nam in particolare possa offrire oggi opportunità che se non saremo noi a cogliere, altri afferreranno a proprio beneficio. L’Italia ha una miriade di piccole imprese, capaci di fare cose straordinarie, che ora, in tempi di crisi, debbono mettere in campo nuove strategie di business per affrontare il “mercato globale”. È una sfida, certo, ma una sfida che il mercato vietnamita può accogliere con compiutezza: il Vietnam è pronto a ricevere gli investimenti italiani con tutto il calore possibile. Del resto, se guardare al mondo con curiosità e interesse porta lontano, guardare al Vietnam significa sicuro successo perché l’Italia - con la capacità innovativa e la creatività delle sue imprese -, è considerata dai Vietnamiti con una speciale simpatia e il Made in Italy è altamente apprezzato nell’area.